La Thailandia entra nel calendario della moto gp e gli Stati Uniti rischiano di uscirne

Motogp gp Thailandia

La moto gp di quest’anno si sta delineando come decisamente interessante, come testimoniano le prime tre gare della stagione.

Il Gran Premio degli Stati Uniti, che al momento è l’ultima prova di questa già appassionante stagione, ha inoltre confermato come la moto gp abbia ormai più appeal della Formula 1.

Come se non bastasse questo dato, anche il confronto con la stagione scorsa della stessa moto gp fa capire come la classe regina del motomondiale sia ormai uno sport di primissimo ordine, grazie ad un percorso iniziato ormai diversi anni fa.

Tuttavia chi gestisce il grande spettacolo fornito da piloti navigati come Valentino Rossi e da giovani affermati come Marquez e rampanti come Vinales, solo per fare alcuni nomi, punta ad ampliare il proprio bacino di appassionati.

E per farlo la strada maestra rimane quello del portare la moto gp in nuove realtà.

Dal 2018 la Thailandia entrerà nel calendario della moto gp

E proprio in questa direzione va la decisione di far entrare nel calendario della prossima stagione di moto gp anche la Thailandia. L’anno prossimo, risulta ormai praticamente certo, una gara della classe regina verrà corsa sul tracciato di Buriram, che dalla sua inaugurazione, avvenuta tre anni fa, è stato teatro delle sole gare di superbike.

Il singolo giro è lungo poco più di 4,5 km e si sviluppa su dodici curve. La sua ideazione e la sua costruzione, il cui costo finale è stato di poco più di 50 milioni di euro, hanno come padre Hermann Tilke, nome che gli appassionati di moto gp conoscono molto bene, considerando che tutti i circuiti di ultima creazione portano la sua firma.

Il tracciato rispetta anche gli standard richiesti per poter far correre le monoposto di F1, ma considerando alcuni aspetti legati ai costi, appare difficile, a differenza del circuito di Austin, dove si corre sia il Gran Premio di moto gp degli Stati Uniti che quello di Formula 1, si possano vedere anche Vettel ed Hamilton alle prese con questo tracciato.

La Thailandia entra in moto gp, mentre Austin rischia

Ma il futuro Gran Premio di Thailandia di moto gp ha qualcos’altro in comune con quello degli Stati Uniti, ovvero il fatto che entrambi i circuiti danno la possibilità di vedere, da qualsiasi punto degli spalti, tutto il tracciato.

Il merito di questa possibilità è di Hermann Tilke, che è il padre di entrambi e che ha studiato a lungo su come fare per ottenere un effetto da “ovale” americano.

Tuttavia le analogie finiscono qui, perché proprio il Gran Premio di moto gp degli Stati Uniti rischia di dover cedere il passo a quello che si correrà in Thailandia e a quelli di Indonesia e di Finlandia, che probabilmente entreranno in calendario nel 2019.

Il motivo è legato alle scarso appeal che la gara ha in loco, perché se è vero che davanti alla televisione, per seguire il Gran Premio degli Stati Uniti, si sono seduti in tantissimi, risulta altrettanto vero che ormai da un paio d’anni la presenza del pubblico sul circuito, per vedere la gara live, si è diradata.

Stando ad alcune voci questo potrebbe spingere la Dorna a inserire la gara in calendario una volta ogni due anni, destino che il Gran Premio degli Stati Uniti potrebbe condividere con una delle gare che si corrono in Spagna.

Articolo suggerito da Motogp Sky